Cervicalgia sub-acuta con sintomi riferiti e capogiri

Autore: Dott. Riccardo Rosa

Anamnesi

Ragazzo di 38 anni. Impiegato esperto di comunicazione e marketing. Pc “dipendente”. Non faceva più attività fisica da dicembre. Con il lockdown la sua mole di lavoro al pc era aumentata di 3h quotidiane.

Tre settimane precedenti la visita, dopo un movimento brusco a fine doccia, il paziente riportava di aver avvertito un dolore profondo tra la scapola destra e la colonna vertebrale. Nessuna sensazione “strana tipo scossa” (sperimentata in passato) lungo il braccio corrispondente, ma avvertiva una sensazione di “indolenzimento muscolare” nell’area del bicipite destro e del pettorale ispilaterale. Riferiva inoltre una grave limitazione funzionale (“completamente bloccato e dolente”). Assumeva farmaci antinfiammatori per qualche giorno ma senza alcun beneficio evidente.

Nei giorni seguenti l’episodio acuto, la mobilità andava nel complesso migliorando ma facevano la loro comparsa una forma di mal di testa unilaterale a destra, diffuso, vago (pesantezza) con partenza dalla zona cervicale media e scapolare destra, e una sensazione saltuaria di “instabilità”, “barcollamento” (stendendosi sul divano a testa indietro). Poiché si trattava di una nuova recidiva (il terzo blocco in pochi mesi) e la situazione tardava a risolversi, i rimedi casalinghi e i farmaci non sembravano migliorare la condizione, decideva di recarsi in visita presso il mio studio.

Il movimento in generale lo aiutava e i sintomi e la mobilità sembravano peggiorare verso il pomeriggio e la sera. La notte poteva avvertire sensazione di addormentamento mani e la mattina il risveglio era rigido e dolente. Il paziente stesso riferiva una correlazione tra il tempo passato seduto a lavorare al pc, certe posture e i sintomi.

L’intensità dei sintomi non era il problema principale per il paziente e la mobilità stava già progredendo. La sua capacità di coping, cioè il modo in cui controllava e affrontava la sua condizione era “positivo” e si dichiarava molto ben disposto a ricevere indicazioni attive (esercizio) proprio per stare meglio e non “ricaderci”. Il motivo principale della sua visita era stato proprio: “vorrei capire come evitare di rifarmi male così stupidamente”.

Test con baiobit:

Dopo l’anamnesi generale e l’esclusione di problematiche serie (red flags) in atto che avrebbero potuto richiedere una visita specialistica con medico, si è eseguita la valutazione funzionale dei movimenti attivi.    

ROM cervicale con baiobit

Ogni movimento è stato ripetuto 3 volte utilizzando comandi verbali con focus esterno (es: “vada a guardare le tende della finestra a destra”).

Nel complesso la mobilità non sembrava compromessa in modo funzionalmente significativo, anzi il contrario.   (ROM misurato nella norma)

Si evidenziava in particolare un buon range sui vari piani con alcune differenze tra le velocità di esecuzione, indicative di strategie di controllo motorio adattive o comunque differenti.

La provocazione dei sintomi famigliari al paziente è stata possibile negli schemi di movimento in rotazione destra (dolore locale e scapola), estensione (capogiro) e di retrazione (movimento combinato non misurato con baiobit).

Esame fisico clinico: Esclusi vari test di differenziazione, è stata eseguita la valutazione dei movimenti passivi regionali e segmentali, e i test di palpazione provocatoria dei tessuti molli che hanno confermato la presenza di numerose aree miofasciali ipersensibili e provocative associate a disfunzioni e ipersensibilità di corrispettivi segmenti articolari a livello del cervicale superiore (segmento C2-C3), medio (C3-C4), a livello cervico-toracico (C7-T1).

Trattamento

Trattamento della prima e della seconda seduta prevedeva: tecniche di mobilizzazione lvla cervicale, tecniche di manipolazione hvla cervicale e toracica tecniche neuro-muscolari manuali per ripristinare la mobilità articolare e l’estensibilità dermo-neuro-miofasciale distrettuali e regionali. Alla terapia manuale venivano associati 3 esercizi svolti con l’assistenza e la supervisione del terapista: un esercizio di mobilità, un esercizio di controllo neuro-motorio in rotazione cervicale ed un esercizio in retrazione cranio-cervicale, cervico-toracico + estensione a step.

Risultati

I dati del confronto dei Test di Movimento con baiobit dimostrano in 2 sedute l’eliminazione della sintomatologia dolorosa e del “capogiro”, e un ulteriore miglioramento nonché una “distribuzione” più omogena del ROM, soprattutto sul piano sagittale tra estensione e flessione, indicativa di una riorganizzazione delle strategie coordinative neuro-muscolari. L’aumentata velocità di esecuzione nel movimento di estensione indica un superamento della paura di eseguirlo confermato dal paziente stesso.

Da evidenziare che la visualizzazione pre e post trattamento dei dati oggettivi raccolti con baiobit da parte del paziente ha amplificato gli effetti terapeutici percepiti (effetto feedback oggettivo) e la percezione della differenza nonché del valore delle terapie effettuate e del percorso effettuato (a vantaggio e beneficio della reputazione del professionista medesimo). Il paziente era infatti abituato a “cicli differenti di fisioterapia” ma grazie ai risultati ottenuti ed all’evidenza oggettiva dei miglioramenti raggiunti, ha apprezzato in modo particolare la strategia proposta e la terapia riabilitativa somministrata.


Valutazione cervicale iniziale con sistema baiobit


Valutazione cervicale al termine del percorso riabilitativo con sistema baiobit


Comparazione del range cervicale in rotazione iniziale ed al termine del percorso riabilitativo


Comparazione del range cervicale in flesso estensione iniziale ed al termine del percorso riabilitativo


Comparazione del dolore misurato con scala VAS nelle tre direzioni di movimento nella fase iniziale della terapia e d al termine del ciclo riabilitativo

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